Professione architetto: conosciamo Gioia Giordano.

Ci puoi raccontare brevemente la tua formazione e il tuo percorso professionale?

Mi sono laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con indirizzo Progettazione, ed inizialmente ho lavorato presso studi di architettura ed urbanistica. Il mio primo amore è stata infatti proprio l’urbanistica: l’arte, l’utopia e la scienza di progettare la città con il suo complesso tessuto di funzioni, scambi e relazioni, mi ha sempre affascinata.
Mi sono occupata poi di progettazione edilizia, e soprattutto di ristrutturazioni di interni. Dopo qualche anno sono stata assunta presso l’ufficio tecnico dell’ Arcivescovado di Milano, esperienza molto
interessante.
Mi sono trasferita all’estero, in Lussemburgo, per esigenze di lavoro di mio marito, e nel 2017 sono tornata a Milano.

Nel 2018 ho iniziato, del tutto casualmente, a lavorare nel mondo dell’immobiliare, ed è stato per me un colpo di fulmine: ho scoperto un lavoro variegato e complesso, che mi ha messa a dura prova e che ha
fatto emergere caratteristiche e qualità che non sapevo di avere.
Oggi capacità comunicativa, empatia, capacità di negoziazione sono i miei strumenti di lavoro imprescindibili, unite ovviamente alle conoscenze legali e tecniche.

Quali sono stati gli effetti della pandemia sul mondo immobiliare?

La pandemia ha lasciato un segno forte sul nostro modo di vivere sia lo spazio privato, la casa, sia lo spazio pubblico, la città.
L’esperienza del lockdown e dello smart working hanno modificato l’ambiente casa profondamente: mentre prima numerose funzioni erano delegate agli spazi altri, esterni ( palestra, ufficio, ristorante,
scuola ecc…), e la casa era vissuta come base d’appoggio o rifugio da vivere solo durante le ore serali, dopo il lavoro, con la pandemia abbiamo dovuto concentrare tantissime funzioni all’interno dello
spazio domestico, con esiti spesso stressanti, quando non addirittura disastrosi.

Le richieste degli acquirenti sono perciò cambiate, è nato il desiderio di allontanarsi dalla città verso aree più a contatto con la natura e dove i prezzi consentissero superfici più generose, in grado di garantire privacy maggiore ai membri delle famiglie.

Quali sono le richieste più assidue nelle nuove abitazioni in termini di sostenibilità o anche in termini di design?

Oggi la richiesta più frequente è quella di appartamenti più ampi, decentrati ma ben collegati coi mezzi, e preferibilmente perfettamente ristrutturati, con materiali dalle tonalità neutre e morbide, e di facile
pulizia.

La grande attenzione all’igiene ed alla facilità di manutenzione e di sanificazione della casa sono un altro frutto della pandemia che ancora ci accompagna.

Qual è l’apporto “in più” di un architetto nella mediazione e nella vendita di immobili?

Mi sento molto avvantaggiata dal fatto di essere un architetto: quando seguo i miei clienti sento di poter dare loro un supporto maggiore. Mi capita infatti spessissimo di evidenziare le caratteristiche strutturali e
tecnologiche dell’immobile di loro interesse, i vantaggi o gli svantaggi legati all’orientamento di un immobile, e gli eventuali costi di ristrutturazione. Inoltre mi risulta facile poter dare dei consigli
sull’arredamento e sull’ uso dei colori per modellare gli spazi, e vedo che questo è un apporto in più molto gradito.

Ci puoi raccontare un aneddoto curioso legato alla tua professione?

Devo l’inizio della mia carriera nell’immobiliare …al mio cagnolino Zippo! Portando a spasso lui, infatti, ho conosciuto la mia prima cliente: la signora, proprietaria di un cagnolino a sua volta, aveva un monolocale che non riusciva a vendere da sola, e voleva realizzare una cifra sostenuta.

Le ho chiesto di farmelo vedere e, durante il sopralluogo, le ho consigliato di tinteggiare le pareti di bianco, eliminando i colori verde menta e rosso ciliegia, che creavano un effetto sgradevole ai più e rimpicciolivano gli spazi. La signora si è fidata di me, ha imbiancato, mi ha poi dato l’incarico in esclusiva, ed io sono riuscita a vendere il suo immobile in pochi giorni, con sua stupita soddisfazione e gratitudine. Devo proprio dire grazie al mio Zippo, il mio fedele assistente a quattro zampe!


Siamo dunque felici di avervi presentato un architetto che partecipa al mondo dell’immobiliare, tra vendite, locazioni e ristrutturazioni. Pensiamo che sia risultato evidente quel “surplus” che va a vantaggio di una agenzia immobiliare.

Casarialto al Fuorisalone: un’esperienza unica.

Sabato scorso, alla fine di alcune visite a palazzi storici e negozi lungo il percorso del Fuorisalone (in occasione del Salone del Mobile), mi sono imbattuto in uno spazio che mi ha veramente impressionato positivamente.

Parlo dell’esposizione di Casarialto nella suggestiva location di Palazzo Bagatti Valsecchi in Via Santo Spirito.

La linea Casarialto nasce nel 2008, come frutto di una visione globale: un lavoro che parte da Catherine Urban (con la quale ho avuto una deliziosa chiacchierata) e la sua passione per la lavorazione del vetro, che sfocia nella creazione di prodotti per la decorazione della casa e la tavola. Trasferendosi nei pressi di Venezia, Catherine ha conosciuto maestri vetrai con i quali ha avviato una collaborazione diretta intrecciando il suo spirito moderno e pratico con le loro radici centenarie.

Casarialto si basa sul concetto di creare prodotti che esprimano alta qualità, unicità e abbiano uno scopo pratico, supportando il lavoro dei piccoli laboratori. Il Veneto presenta un ricco panorama artigianale.

Tradizione e innovazione assieme ad un approccio flessibile, sono risorse incredibili per lo sviluppo di produzioni piccole e speciali.


Ed è proprio questo speciale connubio tra tecniche tradizionali e applicazioni moderne e tecnologiche che ho apprezzato particolarmente.

Bellissima la lampada “Tornasole“, che coniuga l’arte del vetro soffiato a mano libera, firma di Casarialto, alla sofisticata tecnologia del monitoraggio della qualità dell’aria (tema attualissimo), attraverso laser e sensori e realizzato dall’osservatorio Breathgeneration.

La lampada, ingentilita da rametti e un uccellino, cambia colore per avvisare quando è necessario aerare l’ambiente.

Altro connubio tra tradizione e tecnologia moderna sono i cuscini “Astra MCc1“, dove si fondono più di due secoli di tecniche di tessitura: dal filo di cotone al filo di luce.

Da notare, oltretutto, lo sfondo del palazzo a rendere gli oggetti di design come “coccolati” in uno spazio gentile, come loro.

Infine i bellissimi sgabelli e tavoli da caffè ricoperti di mosaici le cui tessere di vetro (circa 7000 in uno sgabello) sono state inserite ad una ad una in un lavoro certosino realizzato dall’artista Michela Nardin, già collaboratrice di Casarialto e fondatrice di MNMVenezia.

Un gioco di colori e un mix tra arte e design, nuovamente sorprendente!


Insomma, in conclusione, un omaggio ad un atelier che non è di “Milano e Lombardia” (area geografica di cui il blog si occupa), ma che ha meritato e merita la massima attenzione. Con la speranza di incontrarsi al più presto in altre occasioni!

House of Switzerland: visita e resoconto.

Ieri abbiamo fatto una breve visita alla mostra “House of Switzerland“, all’interno dei locali della Casa degli Artisti, in corso Garibaldi a Milano.

La mostra è organizzata da “Presenza Svizzera” insieme all’Ambasciata di Svizzera a Roma e al Consolato Generale di Svizzera a Milano e ai suoi partner strategici Svizzera Turismo, Svizzera Impresa Globale e Pro Helvetia.

Fino al 1 giugno sarà possibile anche partecipare ad eventi incentrati sui temi dell’innovazione, della sostenibilità, dell’arte e della cultura.

Interessante, nella visita, la possibilità di effettuare il “I need Swisstainable“, un percorso multisensoriale, il DNA sostenibile della Svizzera e l’approccio green al viaggio, declinato in diversi aspetti.

E’ interessante anche la possibilità di degustazioni, anche all’interno del bistro’, basato sul concetto di Slow Food e arricchito con erbe selvatiche, aromatiche e medicinali. Ci sono alcuni tipici tavoli di legno anche all’esterno sul corso.

Nel mese di giugno, poi, dal 6 al 12, House of Switzerland ospiterà mostre creative di istituzioni, scuole e marchi svizzeri, offrendo uno spaccato dell’industria del design svizzero, in occasione di “Milano Design Week“.

Riteniamo, dunque, che sia interessante seguire queste iniziative, legate sempre al nostro concetto di “Milano che lavora”. E, lasciatecelo dire, dopo due anni di pandemia, ci è parso di tornare, seppure in piccolo, ad Expo Milano 2015!

Incontro con Gianpaolo Giarin, consulente finanziario

  1. Ci puoi raccontare brevemente la tua formazione e il tuo percorso professionale?

La mia carriera professionale in ambito finanziario parte agli inizi degli anni 2000 (dopo una breve esperienza amministrativa di 3 anni presso una Casa di Cura a Milano) presso Arca SGR, società di gestione risparmio molto conosciuta nel panorama nazionale, soprattutto nell’ambito delle banche popolari.

La mia ambizione però era quella un giorno di poter lavorare presso una banca estera e finalmente, dopo diversi colloqui, sono riuscito ad entrare in UBS Italia dove ho iniziato la “gavetta” partendo dal back office titoli, per passare qualche anno dopo al ruolo di assistente junior ed arrivare infine al ruolo di client advisor, ossia la persona che segue direttamente la clientela.

Dopo quasi 15 anni a metà del 2019 ho deciso di intraprendere una sfida più impegnativa passando a libero professionista in Allianz Bank Italia.

Una curiosità da dire durante questo percorso professionale è che nel periodo Arca-UBS mi sono iscritto all’università frequentando il corso serale, riuscendo a laurearmi nel 2006.

2) Ci puoi fare alcuni esempi di consulenza che offri con Allianz?

I servizi che offriamo in Allianz sono molteplici e tutti quanti convergono nella protezione del patrimonio.

La consulenza patrimoniale si racchiude in quattro pilastri:

A- Investimenti

B- Analisi degli immobili

C- Il retirement

D- La pianificazione successoria

In sostanza analizziamo la situazione olistica patrimoniale del cliente, evidenziando eventuali punti critici e quindi meritevoli di attenzione.

Facendo poi parte del gruppo Allianz, che ricordo essere uno tra i primi gruppi a livello mondiale ed il primo in Europa, abbiamo la possibilità di offrire al cliente anche tutta l’assistenza per quanto riguarda la parte assicurativa, quindi casa, auto, animali domestici e così via.

Non dimentichiamo inoltre che Allianz Bank è banca in grado quindi di offrire tutti quei servizi tipici di una banca tradizionale, le nostre sedi si trovano in tutte le principali città italiane.

3) Quali sono le figure che maggiormente rappresentate?

I nostri clienti per la maggior parte sono persone fisiche e di tutte le età a partire anche dai 5 anni.

Ogni persona è differente e quindi di riflesso anche le esigenze sono differenti. Non esiste un qualcosa di preconfezionato, tutti i prodotti finanziari proposti sono “Tailor Made” quindi fatti su misura per il cliente che abbiamo di fronte.

Una cosa tengo a sottolineare, a parte le polizze vita che ovviamente sono della casa, noi abbiamo stretto accordi con le maggiori case di investimento a livello mondiale, questo significa che gli strumenti finanziari non sono esclusivamente Allianz.

Abbiamo anche dei servizi per le persone giuridiche e gli imprenditori che affianchiamo durante il loro percorso di crescita.

4) Ti servi di altre figure professionali per svolgere il tuo lavoro non ordinario?

Certamente mi servo di altre figure all’interno della nostra struttura, questo perché nessuno sa tutto di tutto. Io mi occupo principalmente per la parte della consulenza ed analisi finanziaria, ma una volta esaminata la situazione dei punti della domanda 2, nel momento in cui bisogna far atterrare i pensieri e metterli in pratica abbiamo bisogno di specifici professionisti. Il fine è ovviamente trovare la miglior soluzione che soddisfi l’esigenza specifica del cliente. Ognuno ha esigenze e obiettivi diversi.

5) Ci puoi raccontare, brevemente, un aneddoto che semplifica e dà bene l’idea della tua attività quotidiana?

Posso raccontare di quando mi è stato presentato da un mio cliente una persona non sposata, convivente con la sua compagna e le sue figlie gemelle piccole di 4 anni.

Lui imprenditore con la sua ottima azienda in comproprietà con il fratello ed una posizione finanziaria ed immobiliare di rilievo mentre la sua compagna totalmente dedita alla crescita delle figlie.

Durante il primo incontro conoscitivo ed essermi presentato gli ho iniziato a fare molte domande ed ho compilato il mio client report.

Al secondo colloquio gli ho presentato Allianz Bank con i suoi servizi e successivamente l’analisi del client report, dal quale emergeva una situazione da allarme rosso.

Essendo loro coppia non sposata la compagna risulterebbe totalmente estranea in fase di successione. Gli unici eredi sarebbero state le figlie minori. Significa che da lì ai 18 anni del patrimonio se ne sarebbe occupato esclusivamente un giudice tutelare. Non solo c’è di mezzo anche un’azienda che sarebbe andata a due minori e quindi altri problemi. Il tutto risolvibile con un banale pezzo di carta ed una penna, un testamento! Ovviamente è stato fatto anche altro…

In Italia solo il 13% circa degli italiani redige un testamento, per il resto ci si affida alle leggi datate del Codice Civile.

Ci sono successioni che durano anni per via del fatto che gli eredi si fanno la guerra tra loro.

A volte basta poco per accorgersi che basta poco ed è qui che è sempre utile parlare con un professionista perché la soluzione si trova sempre a tutto.

Cos’è “La Milano che lavora”

La Milano che lavora” (una sorta di Pronto Intervento Lavoro 2.0) si presenta come un blog innovativo, accessibile a tutti, che intende offrire una panoramica snella, rapida, ma anche approfondita ai propri lettori sul mondo del lavoro a Milano e in Lombardia.

Già da marzo/aprile 2015 esso ha offerto una sorta di vetrina dedicata al mondo delle piccole e medie imprese, degli artigiani e dei commercianti, ma comunque di tutte le possibili occupazioni, anche di lavoratori autonomi, dipendenti, professionisti etc.

Il blog sarà ricondiviso sulle pagine LinkedIn dei due contributors, ovvero Marco e Cristiano Franzoso.

Continueremo a monitorare ed approfondire per avere una visione a tutto tondo del mondo del lavoro ADESSO e delle opportunità future. Ottimo spunto, dunque, per una riflessione o per uno scambio di opinioni per chi crede che, in Milano (la ex città da bere degli anni’80) o in Lombardia si possa ancora lavorare o dare lavoro con risultati e profitti.

  • Una sezione molto interessante ed innovativa, una sorta di vetrina, è sempre quella dedicata ad alcuni casi specifici (in Milano e Lombardia) con anche interviste a quegli “attori” che nello scacchiere del mondo del lavoro che possano dire, negli anni della crisi, “ce la faccio!”.
  • Una nuova sezione fungerà anche da network privilegiato e selezionato per possibili collaborazioni.

Vi sono altresì degli speciali dedicati ad eventi particolari, i quali trattino, contemporaneamente, più tipi di professioni, mestieri e/o occupazioni. Sono anch’essi visibili in una sezione a parte.

Il blog nasce da un’idea di Cristiano Franzoso (avvocato, scrittore ed ex giornalista).

Come fare impresa nel ‘food’: ce ne parla Corrado Cerri di “You Pizza”

corradocerriAbbiamo incontrato Corrado Cerri, un professionista del ‘food’, ovvero un imprenditore che ha scelto di creare lavoro nel mondo della ristorazione, ed in particolare attorno all’idea di reinventare un classico della cucina italiana: la pizza. Grazie all’esperienza pregressa e ai primi 5 anni di attività, il suo brand “YouPizza” sta già creando interesse nelle fiere di settore e potrebbe espandersi presto, a partire da dove è nato, a un centinaio di metri dal Duomo, fino ai paesi dell’Europa e magari anche oltre.


1) Come e quando è nata l’idea di “YouPizza”?

CopiaYouPizzaVirginia--2YouPizza è nata nel 2011 a Milano, in piazza Diaz a pochi passi dal Duomo. L’idea era quella di creare un prodotto di alto livello qualitativo con processi di produzione e procedure operative facilmente replicabili. Inoltre volevo realizzare un concept innovativo capace di mantenere al suo interno il rispetto per la tradizione.  A Milano infatti esistono già naturalmente locali che propongono pizza, ma ciò che avevo in mente io era di realizzare qualcosa che ancora non esistesse. Modernità e tradizione. CopiaYouPizzaVirginia--34Reinventare un classico della tradizione italiana: una pizza con una base alta, croccante e con un impasto gustoso ed estremamente digeribile. Caratteristiche che ci vengono riconosciute dai nostri clienti”.

2) Quali sono gli aspetti positivi e negativi dell’avere un tale ristorante in centro a Milano?

“Tra gli aspetti positivi annovererei senza dubbio la possibilità di grande visibilità del brand, sia a livello di clientela nazionale che internazionale. CopiaYouPizzaVirginia--57Riceviamo complimenti e grandi manifestazione di interesse per il nostro prodotto da parte della clientela estera, che spesso, non appena riceve la fetta di pizza la fotografa col telefonino condividendola con amici e sui social. Si tratta infatti di una tipologia di pizza che all’estero non è quasi mai presente. E ciò suscita curiosità. Location del nostro tipo prevedono notevoli costi in termini di locazione oltre che ad una serie di oneri accessori (occupazione di suolo pubblico tanto per citarne una) sicuramente superiori a location più periferiche”

3) Quali sono le scelte imprenditoriali (organizzative ed economiche) che prediligi per avere maggiore successo?

“La mia formazione è di carattere economico, mi definisco “ uomo di finanza” con una grande passione per il buon cibo.  Le mie pregresse esperienze professionali – cominciate in “KPMG” come auditor per arrivare ad essere l’amministratore delegato di una nota catena di paninoteche – mi hanno consentito di adottare un approccio capace di contemplare le naturali decisioni di carattere razionale nella gestione ed amministrazione quotidiana della mia attività, senza però mai trascurare la passione. E’ un equilibrio che può richiedere grandi sforzi, che spesso va rivisto giorno per giorno, ma che, dal mio punto di vista è imprescindibile per raggiungere risultati che durino nel tempo”.

4) Qual è la formazione che chiedi ed assicuri al personale dei tuoi punti vendita e ristoro?

CopiaYouPizzaVirginia--11“Reputo fondamentale che chi desideri lavorare con noi abbia già avuto precedenti esperienze nel settore e/o che abbia frequentato una scuola alberghiera. I primi giorni di lavoro prevendono la formazione sul campo a seconda dell’area di attività in cui la risorsa verrà impiegata: forno e cucina, bar, sala. Una figura senior affianca il junior nel corso delle prime giornate. Nel corso degli staff meeting si verifica poi il livello di autonomia raggiunto dalla risorsa e relative potenzialità”.

5) In un locale aperto quasi 365 giorni all’anno pranzo e cena, quali sono le difficoltà che incontri nello scegliere, mantenere e motivare il personale?

YouPizza1La motivazione, in ogni realtà aziendale, è il fattore chiave per il successo del gruppo che passa attraverso l’impegno e la soddisfazione del singolo. Come è facile immaginare nell’ambito di un’attività in cui il contatto con il cliente è costante, è fondamentale che il personale mostri sempre un atteggiamento propositivo. Ritengo molto utile il confronto costante e l’organizzazione di incontri con le risorse nei quali si discute insieme ed all’interno delle quali cerco di trovare, nel possibile, le giuste motivazioni professionali e talvolta anche personali”.

6) YouPizza è a disposizione anche per eventi, feste, iniziative?

“Certo. Da YouPizza si possono organizzare feste, compleanni, eventi privati o aziendali; soprattutto in virtù del secondo piano che regala una vista sulla Galleria Vittorio Emanuele e l’opportunità di uno spazio privato. CopiaYouPizzaVirginia--9Inoltre grande soddisfazione ci sta dando una nuova iniziativa che abbiamo intrapreso: il COWORKING. YouPizza è infatti a disposizione per tutti i professionisti che necessitano di spazi in cui operare. Viene data la disponibilità di wi-fi e stampante wireless”.

7) Quali sono le tue aspettative ed eventuali tuoi obiettivi futuri?

youpizza2“YouPizza è nata con l’obiettivo di svilupparsi a livello nazionale ed internazionale. Abbiamo preso parte a “Gulfood Dubai” per due anni consecutivi. Esso rappresenta la più grande fiera del settore ‘food’ per il mercato del Middle East. Con uno stand nostro abbiamo avuto la possibilità di fare assaggiare e conoscere il nostro prodotto al pubblico che è giunto a Dubai da tutto il mondo: dall’Australia, alla Norvegia, dagli Stati Uniti alla Francia oltre ovviamente a tutti i paesi del Golfo. Ad oggi sono in corso trattative per l’apertura di nuovi punti vendita in Italia ed in Europa.

8) Cosa hai capito delle aspettative, dei gusti e delle piccole “manie”dei clienti milanesi? E dei turisti?

“Come detto in precedenza i clienti stranieri sono attratti ed incuriositi dalla nostra pizza e questo li porta a fare molte domande, a voler condividere le loro impressioni e spesso ci viene chiesto se abbiamo intenzione di aprire nel loro paese e qualcuno ci lascia il biglietto da visita per poter approfondire una eventuale partnership. Per quanto riguarda la clientela milanese va detto che a pranzo è naturalmente una clientela al 90% business. Con tutte le caratteristiche che conosciamo: la necessità che il servizio sia veloce, che non ci siano troppi tempi di attesa, che il prodotto sia in un certo senso “una garanzia”. E questo a noi consente di operare in termini di fidelizzazione.
La sera, quando la clientela è “leisure”, l’atteggiamento è senza dubbio più rilassato, l’occhio cade meno sul cellulare o sull’orologio, persino il modo di stare seduti cambia. Le gambe e le braccia sono più distese, in volto noto più sorrisi e meno preoccupazioni”.

9) Quanto è importante lo sviluppo tecnologico per una professione come la tua? E viaggiare? Le fiere di settore?

“In termini di sviluppo tecnologico è fondamentale lavorare con attrezzature che ci consentano di gestire i picchi di lavoro mantenendo inalterata la qualità del prodotto. CopiaYouPizza3288ritPenso al forno, per noi elemento chiave. Parlando invece del lato gestionale, utilizzo un software che mi consente di monitorare costantemente l’andamento del punto vendita in termini di trend di vendite, fasce orarie e che mi fornisca dati di controllo di gestione precisi ed affidabili per la pianificazione operativa e finanziaria.
Prima di aprire YouPizza ho viaggiato parecchio, soprattutto in Italia e negli Stati Uniti per capire il tipo di pizza che volevo realizzare e per trovare i fornitori.
Le fiere rappresentano sia l’occasione per rimanere aggiornati su prodotti, attrezzature, trend che per un confronto con gli operatori di settore. Dunque per sintetizzare rispondo affermativamente a tutte e tre le domande”.

(Immagini fornite e pubblicate col consenso del Sig. Cerri)


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Per saperne di più su Corrado Cerri e su YouPizza

Tra ritratti e ritocchi: Ester Elmaleh ci racconta la fotografia professionale

Copia di esterelmaleh1Ester Elmaleh

Per approfondire la conoscenza della professione, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con una giovane, ma già esperta fotografa. Dopo vari studi all’estero, da qualche tempo è riapprodata a Milano e si sta facendo conoscere tra gli addetti ai lavori, ma anche dal pubblico che sta apprezzando i suoi lavori. Ci ha incuriosito la sua tenacia e il suo “tocco” personale.

Ecco il resoconto del nostro incontro.


1. Come ti sei avvicinata al mondo della fotografia? Quali i tuoi studi e la tua formazione professionale?

Copia di IMG_20160622_162722“Credo sia iniziato tutto da un forte desiderio di mantenere ricordi e memorie che ho avuto sin da piccola. Poi un bel giorno è capitato che durante una ricreazione a scuola giocherellassi con una Canon compatta di una mia amica. Copia di IMG_20151231_230125Avevo 14 anni e fu allora che decisi che dovevo assolutamente comprarmi una macchina fotografica che non fosse la solita “usa e getta”. Dopo una laurea breve in scienze dell’educazione ho studiato fotografia professionale a New York”.

2. Quali sono i servizi che offri ai tuoi clienti?

Essendomi specializzata nel ritratto, la ritrattistica è sicuramente il servizio principale e più importante che offro ai miei clienti: partendo dal ritratto classico, ai ritratti di coppia, famiglia e bambini.

I tempi delle presentazioni testuali delle attività commerciali sono passati, ed è cruciale poter comunicare i propri servizi in maniera unica e creativa. Perciò mi occupo di creare contenuti fotografici per aziende e attività di ogni genere, queste immagini vengono poi utilizzate su brochure, siti web e social network.

Copia di EsterImages© FabbrucciFamily-14  Copia di EsterImages© LearnEng-12yrs-6384

Infine la parte più divertente e imprevedibile del mio lavoro: il fotoritocco. Dal restauro di foto danneggiate al classico scontorno, alla correzione del colore e imperfezioni della pelle posso dire di aver ricevuto alcune delle richieste più svariate e insolite: Invecchiamento di volti e fotomontaggi di ogni genere.

3. Nel mondo tecnologico d’oggi come si presenta una fotografa professionista? Quali sono le armi in più? Cosa puoi dare e/o prendere da quel mondo?

Copia di IMG_20160622_163345Occhio, esperienza, saper “leggere la luce” e sfruttarla nel miglior modo possibile, saper analizzare il volto del proprio soggetto per poi guidarlo alla posa in modo che evidenzi la sua bellezza.
Tutti possono schiacciare un bottone, ma non tutti riescono ad ottenere risultati eccellenti. Sempre.

4. Come fotografa ti senti “narratrice” soggettiva o oggettiva? Il linguaggio delle immagini quanto può essere efficace e come (in che occasioni…)?

Copia di PhotoGrid_1443083760458Mi sento decisamente più soggettiva, alla fine un fotografo è semplicemente un narratore della realtà, ma quello che lo rende unico, secondo me, è il tocco personale che dà alle proprie “interpretazioni”.

 

5. Per quanto riguarda le mostre o le esposizioni, hai qualche esperienza e/o desiderio di parteciparvi?

Non ho ancora avuto occasione di esibire i miei lavori in qualche mostra, ma è sicuramente un mio desiderio, è una bellissima soddisfazione vedere i propri lavori stampati.

6. Hai viaggiato ed hai altre esperienze formative? Parlaci dell’assistenza ai bambini e del volontariato, e di come queste attività possono connettersi con la fotografia?

Grazie ai miei studi ho potuto viaggiare molto, in particolare tra Canada e Stati Uniti. Ho fatto diverse esperienze di volontariato presso organizzazioni ONLUS all’estero che avevano come scopo aiutare famiglie e bambini disagiati.
Copia di IMG_20160622_164101In particolare ho avuto occasione di lavorare per un anno intero in California come coordinatrice dei programmi per un’organizzazione che aiuta bambini e adulti con bisogni speciali.
Lì ho potuto sfruttare la fotografia per immortalare questi bambini mentre giocavano e si divertivano durante le attività che organizzavamo per loro. È stato molto bello vedere le reazioni dei genitori mentre guardavano queste foto, vedevo che erano sollevati e grati anche perché quelle immagini erano la prova concreta che la felicità dei loro figli poteva essere raggiunta anche se vivevano una vita molto diversa.

7. Cosa cerchi di comunicare nei tuoi ritratti?

Copia di EsterImages© A&B-1793“Il lavoro di ritrattistica non è semplice, i miei clienti non sono abituati a star davanti una macchina fotografica e molti di loro provano un forte disagio. C’è quindi, da parte mia, molto lavoro di guida alla posa e all’espressione.

Mi impegno ad ottenere espressioni vere, forti e autentiche.

Copia di EsterImages© A.Kraslavski-13  Copia di EsterImages© N.Vitiello-79

Cerco di svelare la bellezza di ogni anima, un ritratto alla volta“.


Tutte le immagini sono di proprietà di Ester Elmaleh (Ester Images) e sono state pubblicate con il suo consenso.

Per visualizzare le immagini a maggiore risoluzione cliccare sulle medesime o visitare il sito di Ester.


linkedin_32Per saperne di più

Come si organizza il “Trofeo Bonfiglio”? Ne parliamo con Carlo Alberto Romiti del TCM

L’anno scorso, in occasione del “Trofeo Bonfiglio 2015” abbiamo approfondito il tema delle Professioni Del Tennis, tra le altre: gli allenatori, il giudice arbitro, ovviamente i giocatori e le loro famiglie, i fisioterapisti, fino alle istituzioni coinvolte ed ovviamente l’organizzazione del torneo.

bonf2016_1Quest’anno abbiamo dato spazio, durante lo svolgimento del torneo, al circolo che, ancora una volta e con successo, ha ospitato questo prestigiosissimo torneo di tennis under 18: il Tennis Club Milano Alberto Bonacossa.

Il nostro reportage fotografico è visibile anche sulla pagina facebook del circolo.


CARSempre durante lo svolgimento del torneo 2016 abbiamo voluto approfondire un tema, che ci è parso interessante: come si organizza un evento sportivo.  Insomma, come si organizza il “Trofeo Bonfiglio”?

Ne parliamo con Carlo Alberto Romiti (Responsabile Marketing e Comunicazione del Tennis Club Milano Alberto Bonacossa) del comitato organizzatore.

(immagine di proprietà del Sig. Romiti)

1. Una domanda secca: come e in quanto tempo, ogni anno, si organizza il Trofeo Bonfiglio?

“E’ chiaro che un torneo delle dimensioni del Trofeo Bonfiglio richiede la nostra attenzione per l’edizione successiva subito dopo aver concluso la precedente”.

a) in particolare i rapporti coi tennisti, con gli allenatori e con le Federazioni (Federtennis e le altre)

bonf2016_6I rapporti più importanti prima del torneo sono quelli con le Federazioni che ci forniscono, con qualche mese di anticipo rispetto alla manifestazione, la lista dei giocatori scelti e i coach che rappresentano la nazione. Le iscrizioni avvengono invece tramite il sito del ITF che, in base alla classifica di ognuno di loro, ci fornisce l’entry list utile per redigere i tabelloni di qualificazione e principali”.

“Il rapporto con i tennisti e gli allenatori avviene invece solamente pochi giorni prima dell’inizio del torneo quando, alcuni di loro, scelgono di arrivare a Milano con anticipo per abituarsi alle nostre condizioni. I giocatori (e gli allenatori) diventano i protagonisti assoluti del torneo non solo per gli incontri disputati sui campi del TCM”.

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“Il Trofeo Bonfiglio per mantenere il grado A (grado massimo per i tornei ITF Junior) deve garantire una serie di servizi fondamentali riservati ai giocatori (e gli allenatori). bonf2016_11Sono completamente a nostro carico vitto e alloggio di tutti i giocatori impegnati dei tabelloni principali; è obbligatorio offrire il servizio di trasportation (8/10 driver + 5/6 furgoni a noleggio per tutta la settimana) dal circolo all’albergo andata e ritorno, oltre ogni tipo di spostamento inerente al torneo (per esempio il trasferimento ad altri circoli); bonf2016_20devono essere presenti campi d’allenamento al Club; deve esserci un servizio medico e fisioterapico gratuito; è obbligatoria la presenza dei giudici di sedia per tutti gli incontri dei tabelloni principali, di un’area relax con l’accesso gratuito al wi-fi, il servizio di live score ed altri dettagli minori. Insomma, il torneo per noi inizia almeno 6 mesi prima…”.

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b) in particolare i rapporti con gli sponsor e i loro eventi correlati

Le tempistiche legate agli sponsor sono cambiate con la mia entrata al Club e grazie alla volonta del consigliere addetto al marketing TCM. Fino a qualche anno fa il Club “procacciava” sponsor solo attraverso la promozione e la comunicazione sviluppata durante il Trofeo Bonfiglio. Per quanto importante fosse il torneo i risultati erano minori alle aspettative del Club. bonf2016_7Abbiamo quindi deciso di stravolgere questa routine e di parlare alle aziende proponendo un unico pacchetto di collaborazione che sviluppasse una partnership annuale per sfruttare il Club al 360° con una esclusiva merceologica garantita per ogni settore di competenza”.

bonf2016_13Nel paniere delle offerte c’è naturalmente anche il Trofeo Bonfiglio, massima espressione della comunicazione esterna proposta dal Club e periodo nel quale proporre il proprio brand ad un numero di persone decisamente superiore rispetto alle abitudini di circolo. L’obiettivo, oltre all’aumento dei ricavi, era quello di affiancare il brand TCM ad un numero ridotto (max 10/12 società) di aziende selezionate che per risonanza e importanza potessero posizionarsi con criterio alla nostra realtà”.

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“Lavorare con aziende del calibro di Rolex, BMW, Bayer, Babolat, Adidas, Asics, Lotto, Fastweb, Ferrarelle, Banca Generali, Sorgenia, Adidas, Fineco tra le altre, ci fa pensare di aver raggiunto gli obiettivi prefissati 4 anni fa. Il rapporto delle aziende con il Trofeo Bonfiglio è invece abbastanza soggettivo e dipendente dalle esigenze di tempo e posizionamento di ogni brand“.

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c) in particolare i rapporti con le istituzioni e i media

“I rapporti con le istituzioni sono quelli maggiormente migliorabili da parte nostra. Se con le istituzioni sportive (ITF, FIT) i rapporti sono solidi ma pur sempre basici, i rapporti con le istituzioni cittadine/regionali sono sempre un po’ complicati da sviluppare. Il TCM si è sempre posto come ente apolitico e forse tale scelta non ci aiuta a instaurare rapporti importanti. Tutte le istituzioni forniscono volentieri il proprio patrocinio che, seppur gradito, non crea un particolare vantaggio di visibilità o economico. In questi anni l’unica istituzione che ha reagito positivamente ai nostri inviti con un maggiore coinvolgimento è stata la Regione Lombardia che, soprattutto grazie alla presenza di un vero sportivo come l’attuale assessore allo sport Antonio Rossi, ha in diverse occasioni supportato l’evento anche attraverso un contributo economico“.

Il nostro sogno è quello di rendere questo evento non più una manifestazione di un circolo milanese ma bensì un torneo della città di Milano. Bonfiglio2016_CS1Anche per questo motivo quest’anno abbiamo cercato di portare il torneo “fuori dal circolo” organizzando la conferenza stampa di presentazione nella splendida sede di un nostro partner situata nel centro della città (immagini nostre presso la Boutique Rolex di Pisa Orologeria in data 05/05/2016). Speriamo che anche attraverso queste attività la città, e le sue istituzioni, abbiano un motivo in più per supportarci”.

d) in particolare i rapporti e le offerte (sportive e non) per le persone invitate, gli appassionati e, ovviamente, i soci del Circolo TCM

I soci del TCM vivono il Trofeo Bonfiglio da 57 anni e teoricamente sono abituati allo stravolgimento del proprio Club durante il mese di maggio. Circa quattro o cinque settimane prima del Trofeo Bonfiglio iniziamo ad informarli sull’organizzazione del torneo e sulla nostra necessità di campi e spazi da riservare ai giocatori, pur facendo presente che appena possibile anche loro potranno accedere ai servizi abitualmente offerti dal TCM. Mentre diversi anni fa, l’invasione di atleti era vista con diffidenza ed un strano senso di occupazione di propri spazi, negli ultimi anni abbiamo notato che anche i più “old style” vedono nel torneo una manifestazione di cui essere orgogliosi.

bonf2016_16“Infatti se il Club è riconosciuto in tutto il mondo dagli appassionati ma soprattutto dai giocatori (ho avuto modo di parlare del Bonfiglio con grandi campioni del tennis internazionali e tutti ricordano perfettamente come si sono comportati al TCM, alcuni ricordavano addirittura il campo dove avevano giocato!…) è anche per merito del Trofeo Bonfiglio. Vedere in anteprima al Club atleti che nel giro di 1-2 anni sono scoperti dal mondo come la “Next generation”, e averne conferma ogni anno (basti pensare agli ultimi 4-5 anni) è finalmente diventato un privilegio anche per clienti molto esigenti come i nostri soci”.

“In questo caso il claim che abbiamo pensato per il torneo, ovvero “i campioni di domani…oggi!” è perfetto per spiegare in poche parole cosa rappresenta il Trofeo Bonfiglio“.

2. Come sei arrivato a fare parte di questa “squadra” organizzativa al prestigioso e TCM? In poche parole, come si diventa organizzatori di un simile evento sportivo? C’è un percorso?

“Pur non essendo milanese ho vissuto molti anni della mia carriera tennistica al TCM dove, oltre ad essere cresciuto come uomo e giocatore, ho trovato un luogo di ritrovo che mi ha permesso di socializzare e incontrare diverse persone poi rivelate molto importanti per la mia vita. Dopo aver concluso la carriera sportiva, ho avuto un’esperienza di lavoro con un’azienda italiana di abbigliamento sportivo che mi ha coinvolto anche nell’organizzazione di tornei e nella gestione degli atleti. Finita questa esperienza si è creata l’opportunità di entrare al TCM occupandomi di un settore (marketing) che da qualche anno non presentava una figura ufficiale. Questo mi ha permesso, passo dopo passo, risultato dopo risultato, di guadagnarmi il giusto spazio all’interno della struttura“.

bonf2016_15“Il mio lavoro per il torneo si svolge sopratutto prima dell’evento sportivo perché fortemente focalizzato al finalizzazione degli accordi di partnership con le aziende sponsor o con i fornitori di servizi principali. Anche il dopo torneo è un periodo fondamentale per il mio lavoro perché le aziende hanno necessità e bisogno di ricevere più dati possibili per giustificare il proprio investimento. Diciamo che durante il torneo per me è quasi una vacanza. I veri protagonisti in quel momento sono tutti i componenti dello staff partendo dal direttore del Club Roberto Recalcati che gestisce il torneo con passione e competenza da 19 anni”.

3. Quali sono alcuni aspetti, sia sportivi che non, che rimangono un po’ nell’ombra e che invece vorresti raccontare e condividere (sia in altre edizioni che in questa)?

bonf2016_18L’aneddoto che racconto è freschissimo e datato 22 maggio 2016: Stefanos Tsitsipas dopo aver vinto il torneo e aver gareggiato per tutta la settimana duramente, ma in maniera sublime decide di dedicarsi alla firma degli autografi richiestissimi da tutti i nostri piccoli atleti (erano davvero tantissimi e ansiosi di avere un ricordo del giovane greco). Stefanos si è dedicato completamente a loro e, non contento, li ha chiamati tutti a rapporto su un campo secondario del TCM per un palleggio e un ping pong giro (acrobatico) assieme a lui (vedasi filmato da pagina facebook TCM). Questo gesto, soprattutto perché spontaneo e non richiesto da nessuno di noi, mi ha molto colpito. Stefanos ha dimostrato di essere un grande atleta, un futuro campione e soprattutto di avere caratteristiche morali di spessore che spero gli permettano di arrivare presto all’apice delle classifiche mondiali. Anche a quest’età gli atteggiamenti degli atleti sono spesso molto diversi. Con questo gesto Stefanos ha lasciato un ricordo indelebile nella mente dei nostri allievi ed è entrato nel cuore del TCM”.

4. Quali, infine, sono i tuoi (vostri) auspici riferiti al “pianeta tennis” all’interno del Circolo TCM (settore giovanile e non solo), ma anche, più in generale, a Milano e in Lombardia?

“Ho in parte risposto sulle nostre aspirazioni legate al torneo e al sogno di farlo diventare un evento della città di Milano. Questo obiettivo potrà essere raggiunto solo se potremo dedicare più tempo e soprattutto più risorse economiche all’organizzazione del torneo. Pur consapevoli che tanto abbiamo fatto, dovremo cercare di migliorare tutto ciò che è utile per la buona riuscita del torneo, ma senza un maggiore supporto delle istituzioni diventa difficile fare molto di più”.

bonf2016_19“Se invece penso al settore sportivo ed in particolare ai circoli tennis milanesi vorrei che tutti (noi compresi) lasciassimo da parte l’atteggiamento campanilistico che ci contraddistingue e che unissimo le forze per far si che ogni evento tennistico organizzato nella città di Milano venga vissuto da tutti i circoli con grande partecipazione. Riuscire a portare al TCM le scuole tennis degli altri circoli e fare noi lo stesso con gli altri eventi sportivi simili al Trofeo Bonfiglio sarebbe un grande passo verso la condivisione di esperienze positive come per esempio vedere giocare gratuitamente e dal vivo un futuro campione del tennis“.

“Purtroppo questo atteggiamento propenso alla condivisione latita nei circoli sportivi e ritengo sia un vero peccato. Il movimento tennistico si migliora anche aprendo le proprie visioni e vedendo positivamente eventi ed iniziative organizzate da altre realtà che, solo sulla carta, sono potenziali competitor quotidiani. Spero di trovare altre persone che la pensino come me…”.

(immagini nostre)


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